Il Festival Internazionale di Valle del Christi

Nel complesso monastico di Valle Christi a Rapallo, l’Associazione culturale Valle Christi organizza una rassegna teatrale estiva tra le più importanti d’Italia: il Festival Internazionale Valle Christi.
L’idea è nata nel 2003 per rilanciare la cultura nella città di Rapallo e coinvolgere anche i più giovani in attività teatrali, di musica e danza, nella suggestiva sede che per anni è stata abbandonata e ha vissuto periodi di disagio sociale e ambientale, pur trovandosi geograficamente in posizione centrale e ideale nel territorio della costa ligure.

Autori e artisti del panorama nazionale e internazionale mettono in scena opere famose e originali dando vita a un appuntamento imperdibile, con una significativa varietà di proposte culturali che hanno riscosso negli anni un grande successo di pubblico e critica.
Ricordiamo tra i tanti ospiti che hanno calcato il palco della Valle del Chirsti Giorgio Albertazzi, Dario Fo e Franca Rame, Arnoldo Foà, Moni Ovadia, Michele Placido, Ugo Pagliai, Valentina Cortese, Lella Costa, Monica Guerritore, Elisabetta Pozzi, oltre a tantissimi altri attori e artisti, soprattutto giovani emergenti di talento, provenienti dal Teatro Stabile di Genova.
Oltre alla proposta artistica, il Festival mira alla valorizzazione del patrimonio artistico e storico della zona. L’area del monastero medievale infatti non è soltanto un luogo suggestivo e affascinante, ma è altrettanto importante e al tempo stesso vincolante da un punto di vista architettonico e culturale: questo negli anni ha creato non poche difficoltà agli organizzatori, in materia di spazi, allestimenti e scenografie, ma anche per quanto riguarda le tematiche proposte.

Più di un accenno merita anche la location che ospita il Festival. Il monastero di Santa Maria in Valle Christi risale al duecento e rappresenta uno dei pochi esempi di architettura gotica all’interno del territorio ligure.
A questo luogo è legata una leggenda popolare tenuta in vita forse anche dall’aspetto e dal fascino lugubre del monastero gotico abbandonato, con la facciata in ombra coperta di muschi e licheni. Si racconta infatti che in antichità una monaca del monastero si fosse innamorata perdutamente di un pastore della zona e avesse anche disubbidito alla sacra regola della castità. Seconda la leggenda, questo gesto cosò la vita alla monaca, che fu murata viva e incinta in una cella del monastero. Nelle notti di luna alcuni abitanti della zona giurano di aver sentito un pianto angoscioso provenire dall’intero e diffondersi nella campagna. Una leggenda, certo, per rendere ancora più suggestiva la serata.

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